Yoga e riflessioni di fine anno

Presenza e assenza, pieno e vuoto

“Mi sono rimpicciolito al di là dell’atomo più piccolo,

espanso oltre l’ultima stella.

Tutto ciò che rimane di Rumi è soltanto,

questo giardino che ride con la frutta.”

(Jalal al-Din Rumi)

 

Tempo di attesa quello dell’arrivo del Natale, dolce e nello stesso tempo frenetica attesa, in cui si sperimenta il pieno in tutte le sue neutre declinazioni: colmo, zeppo, stipato, carico, riempito, gonfio, imbottito, occupato, affollato, gremito, traboccante, straripante, esaurito, folto, ricco, costellato, sazio, rimpinzato, pervaso, invaso, denso, compatto, massiccio, completo, compiuto, intero, totale, maturo, corposo, pienezza… parole scelte dal dizionario dei sinonimi.

Al pieno siamo abituati, ad esso solitamente facciamo corrispondere la presenza, o meglio, l’ essere presenti. E, più che mai in questo periodo, fare un presente o un regalo è non lasciare spazio all’insoddisfazione, è riempire tutto lo spazio delle necessità, anticipare i bisogni o crearli, è non dimenticarsi nessuno perché altrimenti è come non esserci stati…il nostro pieno si muove proprio come la piena del fiume…corre e trasporta, viene trasportato dagli argini e, scrivendo mi accorgo che il paradosso è che raggiunge il culmine della pienezza quando si svuota nel mare, nell’immenso del mare.

“Ho saputo da me che per scrivere bisogna stare sgomberi, sfrattati, come alloggi in cui arrivano le storie, a carovane zingare in cerca dello spazio di nessuno.”

 

            E’ un periodo strano quello del Natale e ancora di più il ritmo lento che viene subito dopo e che ci porta fino a Capodanno…sento la nostalgia di quando ero bambina e aspettavo davvero con desiderio, che un tale, Babbo Natale scegliesse un regalo per me…quest’anno ho avuto la gioia di festeggiarlo con i miei nipotini e di seguire la loro gioia attraverso tutte le storie che accompagnano attesa e desiderio.

E’ un periodo in cui, per come sappiamo e riusciamo, ognuno di noi cerca di essere presente per qualcuno, per chi porta nel cuore, e in cui le assenze bruciano più forte, in particolare, quando si avverte la rara e preziosa consapevolezza della nostra assenza.

            L’assenza, il vuoto, che spesso confondiamo col non esserci, è la sensazione che si prova sulla cima di una montagna, quando lo sguardo si perde e ci si sente piccoli rispetto alla grandezza della natura, è galleggiare nel mare e sentirsi leggeri come nuvole e piccoli come pesciolini, è avere fame e desiderare un gusto che non riusciamo a far tornare alle nostre labbra, è sentirsi meno, quando ci rinchiudiamo in uno spazio angusto perché rispetto al nostro parametro di perfezione “non siamo abbastanza”… mentre riempire il vuoto è l’imperativo della nostra società, essere efficienti, attivi, presenti, pieni, avere successo.

Nella Mindfulness l’assenza permette di riconoscere e tornare alla presenza, è, forse, il momento più prezioso, in cui costruiamo e alleniamo la consapevolezza.

12373439_10153954570416178_6542095236245884120_nLa mindfulness e la bioenergetica mi hanno insegnato ad apprezzare il vuoto, per me il momento in cui lascio spazio al sentire.
Nello Yoga il vuoto lo si sperimenta nella perdita del contatto con il respiro, nelle pause naturali del respiro, quando ci si permette di aggiustare la postura, tornare indietro, prendere le misure, ascoltare il corpo e tornare presente.

Dal 18 Gennaio 2016 riprendono le master class di Vinyasa Yoga a Genova e la prima pratica di 10 pratiche che ci condurranno fino a Pasqua, tempo di rinascita, del nuovo anno, sarà proprio “Muoversi col respiro tra pieno e vuoto”, ogni pratica yoga è in realtà un continuo fluire tra presenza e assenza, qui esploreremo ogni asana attraverso queste lenti, per imparare a permettersi di stare dentro al pieno e dentro al vuoto senza giudizio, di gustare assenza e presenza per ciò che sono, senza aggiungerci il peso dei nostri pensieri.

Inizio un nuovo anno e l’avventura di essere madre, che vivo come fare il vuoto perché qualcun altro lo possa riempire, lasciare spazio ad una nuova vita che cresce e la tentazione di riempire già ogni suo messaggio di presenza.

Ed ecco gli auguri di Acroseeds per il nuovo anno, che possiamo fare un po’ di vuoto ogni giorno e che sia questa l’esperienza di fare il presente, lasciare spazio alla scoperta curiosa di ciò che siamo con le sfumature di ogni giorno.

 12369212_10153954570481178_6137618050936661632_n“… E’ necessario che l’offerta materna della presenza lasci spazio anche alla sua assenza…è questa la condizione a fondamento della creatività e della sublimazione: solo se si apre il vuoto, solo se si sperimenta e simbolizza la perdita dell’oggetto- l’assenza della madre- diventa possibile il gesto creativo…”

“… E’ quello che deve poter sperimentare l’amato che ritorna dalla sua amata dopo un viaggio: Ti sono mancato?(…) Sono stato presente in te seppur nella forma della mia assenza?(…) La mia vita sa renderti mancante, ha un posto insostituibile in te?…”

“… Amare è dare all’altro quello che non si ha (…) è sempre dono di ciò che non abbiamo, di ciò che radicalmente manca a noi stessi”

da Massimo Recalcati, Le mani della madre”

 

per iscriverti alle classi clicca sul link:

vinyasa yoga genova

 

AcroYoga newsletter Happy new year!

I nostri auguri, updates e tutti gli eventi Acroyoga e Thai massage in Italia organizzati da Acroseeds e Be water team nel prossimo anno…check it out!

new solar e elemental immersion in Italia! Siamo finalmente insegnanti AY certificati secondo livello!

www.acroyoga.org

Ecco nostri auguri:

La nostra ferma intenzione e auguri per il nuovo anno sono…

di continuare ad assaporare il gusto di ogni relazione,

concedendoci il tempo di sostare in esse,

con tutto il nostro cuore, mente, corpo, anima, pensieri, mani, paure, emozioni…

Valeria & Francesco

 

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Tanti acroauguri!

Christmas time, a period of the year dedicated to give and receive…I’m realizing that every year I’m slowing down: less presents, less hurry, less money expense, less food, less worry, less precision, less talking and I’m getting more present, more devoted to the meaning of giving and receiving.

I’ve been a “giver freak”, my presents were always so perfectly associated to the receivers, I was surprising them with my care and dedication. I always enjoyed it so much, thinking the best present and waiting for my friends opening it.

One day I’ve been asked: “why do you need to make me a present? Why so beautiful, I cannot even effort to give back to you something similar, I’ll be embarrassed and always feeling “less” compared to what you gift me”. I was shocked, before that I’ve always thought to make presents for the pleasure of  giving, for the pleasure of my friends…

That person made me changing point of view, I went home with sadness and that new question in my mind…why?

I realized that sometimes a present replaces presence, that perfection tries to make a patch to cover all the big or little holes, the times we missed the other in our relationships.

I’m getting less and slow, I’m getting present in the present…not necessarily with a perfect gift, but with all my limitations and treasures.

I still like to make something special, I love surprises and I found myself delighted in receiving it for the first times…I was too busy in judging the gap between my present and the one of my friends.

My suggestion for the new year and strongly intention is to continue tasting the pleasure of each relationship, giving ourselves the time to stay in it with all our heart, mind, body, soul, voice, thoughts, hands, fears, emotions…”

” Come la primavera è la mia gioia,
tanto calda da far sbocciare fiori su ogni sentiero della vita…
Chiamatemi con i miei veri nomi,
ve ne prego, così potrò svegliarmi,
e la porta del cuore resterà spalancata:
la porta della compassione.”
(Thich Nath Hanh)
 
Tantissimi acroauguri e che ci siano tanti giorni da festeggiare, non per eventi speciali, ma perché possiamo sentire e celebrare le piccole e grandi gioie del quotidiano!
 
Con affetto,
Valeria e Francesco
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